L’importanza della compagnia

Gestione Risorse | 21.07.2021

La settimana scorsa ho utilizzato Il Signore degli Anelli per invitarvi a percorrere le terre di mezzo in cui ci troviamo con lo spirito giusto per preparare le vostre imprese alla ripresa post pandemia. Questa settimana approfondirò un altro aspetto che quel capolavoro mi ha suggerito.

Una delle caratteristiche più uniche della specie umana è la capacità di organizzarsi in gruppi sociali e collaborare. Vi sono altri animali sociali sia tra le specie più vicine, come i primati, sia in quelle più lontane come gli insetti. Tuttavia, la socialità di queste specie è quasi automatica, non manifesta la capacità adattiva che hanno da sempre i gruppi del genere Homo ed è una socialità definita dai ruoli, non dalle emozioni e dalle relazioni. Quest’ultima caratteristica rende la socialità delle altre specie più necessaria e meno facile da mettere in discussione (una formica non può svegliarsi una mattina e abbandonare il formicaio perché aspira ad un ruolo diverso o non è più d’accordo con la maggioranza!), ma nel contempo meno solida, perché non è in grado di adattarsi alle circostanze.

In momenti di incertezza, quando il nostro destino è imprevedibile e l’ambiente nel quale ci muoviamo ci minaccia, la capacità di trovare una compagnia, un gruppo di persone che vivono con noi l’esperienza, è una risorsa fondamentale. Nelle interazioni che ho ogni giorno con tanti manager, soprattutto Direttori Risorse Umane, mi sono convinto che da qui dobbiamo ripartire. La pandemia ci ha portato dentro un’incertezza profonda. Anche chi tra noi ha retto bene da qualche parte riconosce un po’ di sofferenza. Ora che vediamo l’alba, ci si chiede di dare risposte alle persone. Continueremo a lavorare anche a distanza? Come cambieremo gli uffici? Quali nuove regole dobbiamo darci? Le tante domande per chi gestisce le organizzazioni rischiano di paralizzarci perché la situazione è tale che nessuno di noi può avere delle certezze. In questa possibile situazione di ansia, l’antidoto migliore è la compagnia, il trovare qualcuno di cui fidarci, al quale poter esprimere il dubbio che viviamo e vederlo accolto senza giudizio. Si tratta di un bisogno profondo e non so voi, ma io lo sto percependo in tutti gli incontri fisici che ho ripreso a fare. Incontri dove il tema centrale è condividere e rasserenarsi scoprendo che non siamo inadeguati noi che non abbiamo ancora le risposte. Prima di trovarle, cerchiamo di stare assieme così senza un obiettivo specifico: con le persone che lavorano con noi, con i nostri fornitori e con i nostri clienti. Ripartiamo da lì!

Luca Solari

Founder di OrgTech & Professore ordinario Università Statale di Milano

Professore di Organizzazione Aziendale e Innovazione, Direttore della Scuola di Giornalismo presso l’Università degli Studi di Milano e fondatore di OrgTech, una società di trasformazione organizzativa basata sull’innovazione.

L’importanza della compagnia

Gestione Risorse | 21.07.2021

La settimana scorsa ho utilizzato Il Signore degli Anelli per invitarvi a percorrere le terre di mezzo in cui ci troviamo con lo spirito giusto per preparare le vostre imprese alla ripresa post pandemia. Questa settimana approfondirò un altro aspetto che quel capolavoro mi ha suggerito.

Una delle caratteristiche più uniche della specie umana è la capacità di organizzarsi in gruppi sociali e collaborare. Vi sono altri animali sociali sia tra le specie più vicine, come i primati, sia in quelle più lontane come gli insetti. Tuttavia, la socialità di queste specie è quasi automatica, non manifesta la capacità adattiva che hanno da sempre i gruppi del genere Homo ed è una socialità definita dai ruoli, non dalle emozioni e dalle relazioni. Quest’ultima caratteristica rende la socialità delle altre specie più necessaria e meno facile da mettere in discussione (una formica non può svegliarsi una mattina e abbandonare il formicaio perché aspira ad un ruolo diverso o non è più d’accordo con la maggioranza!), ma nel contempo meno solida, perché non è in grado di adattarsi alle circostanze.

In momenti di incertezza, quando il nostro destino è imprevedibile e l’ambiente nel quale ci muoviamo ci minaccia, la capacità di trovare una compagnia, un gruppo di persone che vivono con noi l’esperienza, è una risorsa fondamentale. Nelle interazioni che ho ogni giorno con tanti manager, soprattutto Direttori Risorse Umane, mi sono convinto che da qui dobbiamo ripartire. La pandemia ci ha portato dentro un’incertezza profonda. Anche chi tra noi ha retto bene da qualche parte riconosce un po’ di sofferenza. Ora che vediamo l’alba, ci si chiede di dare risposte alle persone. Continueremo a lavorare anche a distanza? Come cambieremo gli uffici? Quali nuove regole dobbiamo darci? Le tante domande per chi gestisce le organizzazioni rischiano di paralizzarci perché la situazione è tale che nessuno di noi può avere delle certezze. In questa possibile situazione di ansia, l’antidoto migliore è la compagnia, il trovare qualcuno di cui fidarci, al quale poter esprimere il dubbio che viviamo e vederlo accolto senza giudizio. Si tratta di un bisogno profondo e non so voi, ma io lo sto percependo in tutti gli incontri fisici che ho ripreso a fare. Incontri dove il tema centrale è condividere e rasserenarsi scoprendo che non siamo inadeguati noi che non abbiamo ancora le risposte. Prima di trovarle, cerchiamo di stare assieme così senza un obiettivo specifico: con le persone che lavorano con noi, con i nostri fornitori e con i nostri clienti. Ripartiamo da lì!

Luca Solari

Founder di OrgTech & Professore ordinario Università Statale di Milano

Professore di Organizzazione Aziendale e Innovazione, Direttore della Scuola di Giornalismo presso l’Università degli Studi di Milano e fondatore di OrgTech, una società di trasformazione organizzativa basata sull’innovazione.