Worktainment

Gestione Risorse | 19.05.2021

L’accelerazione delle campagne vaccinali e il perdurare di politiche in parte restrittive sta dando i propri frutti un po’ in tutta Europa.

Mentre siamo giustamente contenti per la ripresa di molti settori di fatto bloccati dalla pandemia, chi gestisce un’impresa non può farsi delle domande su come sarà l’ufficio nei prossimi mesi e in autunno. Ci sono tante incognite legate alle regole e all’andamento della pandemia, ma c’è un tema che non deve mancare.

Sappiamo che la maggior parte delle persone sono abitudinarie e tendono per ragioni di risparmio di energie a trovare un equilibrio e ripetere molte delle cose come delle routine. Questi lunghi mesi hanno creato delle nuove abitudini e pensare di modificarle tornando a quello che facevamo prima senza sforzo è poco realistico. Come possiamo quindi aiutare le persone e dare un contributo alla nostra attività?

Due piccole cose possono rappresentare una partenza. La prima è capire cosa nelle nuove abitudini ci dà piacere e cosa invece ci
disturba. Si può fare, a partire da noi stessi, creando semplicemente su un foglio di carta due colonne, una con i “+” e una con i “-“ soprattutto se siamo una piccola organizzazione. Raccogliere queste percezioni può servire ad avere un punto di partenza per capire come le nostre decisioni potranno essere accolte e magari per adattarle se possibile e soprattutto utile. La seconda è capire cosa può attrarre le persone di nuovo in ufficio e potenziarlo. Facciamo un piccolo esempio. Se scopriamo che ciò che le rende felici è il tempo passato assieme può essere utile dedicare una parte dell’ufficio a questo. Non servono sempre grandi investimenti, può bastare un po’ di colore, qualche oggetto particolare, magari una lavagna con dei gessetti colorati o un paio di poltroncine più comode nella stessa stanza grigia dove prima avevamo solo le macchinette del caffè. Semplice e poco costoso può anche essere acquistare un diffusore Bluetooth e collegarlo ad un vecchio cellulare sul quale abbiamo installato Spotify o un programma simile per diffondere della musica di ambiente. Sono due esempi di quello che definisco “worktainment” di cui parleremo un po’ nei prossimi articoli.

Luca Solari

Founder di OrgTech & Professore ordinario Università Statale di Milano

Professore di Organizzazione Aziendale e Innovazione, Direttore della Scuola di Giornalismo presso l’Università degli Studi di Milano e fondatore di OrgTech, una società di trasformazione organizzativa basata sull’innovazione.

Worktainment

Gestione Risorse | 19.05.2021

L’accelerazione delle campagne vaccinali e il perdurare di politiche in parte restrittive sta dando i propri frutti un po’ in tutta Europa.

Mentre siamo giustamente contenti per la ripresa di molti settori di fatto bloccati dalla pandemia, chi gestisce un’impresa non può farsi delle domande su come sarà l’ufficio nei prossimi mesi e in autunno. Ci sono tante incognite legate alle regole e all’andamento della pandemia, ma c’è un tema che non deve mancare.

Sappiamo che la maggior parte delle persone sono abitudinarie e tendono per ragioni di risparmio di energie a trovare un equilibrio e ripetere molte delle cose come delle routine. Questi lunghi mesi hanno creato delle nuove abitudini e pensare di modificarle tornando a quello che facevamo prima senza sforzo è poco realistico. Come possiamo quindi aiutare le persone e dare un contributo alla nostra attività?

Due piccole cose possono rappresentare una partenza. La prima è capire cosa nelle nuove abitudini ci dà piacere e cosa invece ci
disturba. Si può fare, a partire da noi stessi, creando semplicemente su un foglio di carta due colonne, una con i “+” e una con i “-“ soprattutto se siamo una piccola organizzazione. Raccogliere queste percezioni può servire ad avere un punto di partenza per capire come le nostre decisioni potranno essere accolte e magari per adattarle se possibile e soprattutto utile. La seconda è capire cosa può attrarre le persone di nuovo in ufficio e potenziarlo. Facciamo un piccolo esempio. Se scopriamo che ciò che le rende felici è il tempo passato assieme può essere utile dedicare una parte dell’ufficio a questo. Non servono sempre grandi investimenti, può bastare un po’ di colore, qualche oggetto particolare, magari una lavagna con dei gessetti colorati o un paio di poltroncine più comode nella stessa stanza grigia dove prima avevamo solo le macchinette del caffè. Semplice e poco costoso può anche essere acquistare un diffusore Bluetooth e collegarlo ad un vecchio cellulare sul quale abbiamo installato Spotify o un programma simile per diffondere della musica di ambiente. Sono due esempi di quello che definisco “worktainment” di cui parleremo un po’ nei prossimi articoli.

Luca Solari

Founder di OrgTech & Professore ordinario Università Statale di Milano

Professore di Organizzazione Aziendale e Innovazione, Direttore della Scuola di Giornalismo presso l’Università degli Studi di Milano e fondatore di OrgTech, una società di trasformazione organizzativa basata sull’innovazione.